Eugenio Curti è un chitarrista poliedrico. E’ laureato in chitarra jazz/pop al conservatorio ‘’A. Boito’’di Parma; ha avuto il piacere di studiare con il musicista Luca Colombo e tanti altri; ha partecipato a seminari e master; è stato sviluppatore/dimostratore di vari marchi, come Jad&Frèer, Essetipicks, PuntoGuitars; è turnista ed è insegnante. Cosa non deve mancare a un musicista? Lo scopriremo durante la lettura dell’intervista.

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Sei laureato in chitarra Jazz/Pop presso il conservatorio ''A.Boito'', hai seguito diversi master e seminari. Ci vuoi parlare delle esperienze che ti hanno maggiormente formato?

Lo studio della musica in tutte le sue sfaccettature mi affascina sempre, perché mirato a una crescita personale. Iscrivermi al Conservatorio “A.Boito” di Parma è stato un “rimettermi in gioco” , una sorta di confronto con me stesso e i miei limiti per poter migliorare. Si è rivelato un percorso impegnativo (anche per via degli orari e degli impegni di tutti i giorni come l’insegnamento , registrazioni, live etc) che mi ha catapultato in una full immersion musicale. Trovarsi ad avere tutti i giorni qualche cosa da dover presentare a una commissione o a un esaminatore rappresenta una fonte di stress non indifferente , questo lato mi è servito parecchio proprio per saper gestire parecchie situazioni lavorative che si ripresentano ogni giorno senza perdere la lucidità. Sono soddisfatto perché ho conseguito il massimo dei voti (110 con Lode e Menzione) studiando con insegnanti e professionisti preparati che non regalavano nulla , anzi pretendendo sempre di più. I seminari o master a cui ho partecipato sono un'altra cosa, un mondo diverso dove vieni a contatto con Musicisti stratosferici che ti danno il loro punto di vista o la loro interpretazione delle regole dell’armonia e della tecnica…il fatto di poterli sentire a pochi metri da te e vederli in un contesto più rilassato rispetto a un live non ha prezzo e lo consiglio vivamente a tutti.

Sei insegnante di chitarra. Durante le tue lezioni qual'è la cosa principale che vuoi trasmettere ai tuoi allievi?

Pur insegnando mi ritengo sempre un “allievo” (perché non si finisce mai di imparare ) e oltre alle solite cose che si insegnano (scale, accordi, armonia etc) nelle mie lezioni cerco di trasmettere agli studenti la voglia e la curiosità di ascoltare tutto e di non chiudersi alle cose diverse da ciò che sono gli ascolti personali di tutti i giorni, la contaminazione può essere una fonte molto interessante se fatta bene . Cerco di far vedere la chitarra come un’orchestra e non solo come lo strumento fine a se stesso su cui riversare tecnicismi (a volte forzati) . Sono molto attento all’individuo che ho davanti , alle sue esigenze, ai suoi punti deboli e a quelli di forza in modo da poterlo aiutare ad esprimersi . Non mi vergogno di raccontare esperienze vissute in prima persona in cui ho fatto figuracce (…chi non le ha fatte!!) per far capire cose o semplicemente per fare due risate. Per condensare il tutto direi che cerco di trasmettere l’amore per la Musica.

Che chitarre suoni? Preferisci quelle di liuteria o quelle standard?

Ho molti “guitar hero”, il che vuol dire che…ho tanti suoni di riferimento in testa. Lavorando come turnista (passatemi il termine che, se pur corretto e inerente a ciò che sono e che faccio, viene spesso associato solo a chi affianca i Big) devo avere strumenti che coprano una tavolozza di timbri in modo da poter assecondare le richieste dell’artista o band con cui lavoro. Non sono un fanatico del vintage pur avendo una sana curiosità verso quel mondo, quindi ho chitarre che reputo giuste per ciò che devo fare. Nelle rastrelliere ho Gibson sia LP che SG, Telecaster reissue, Perker, Stratocaster sia USA che Japan degli anni d’oro, una Harley Benton tele model con HB che mi ha stupito visto il prezzo irrisorio, Ibanez come archtop. Uso da anni , soprattutto per il mio progetto inedito, chitarre di liuteria costruite da LiutArt (con cui collaboro da anni) di Roberto Bertoni; ottimi strumenti costruiti con cura nei dettagli sia sonori che visivi.

Da cosa è composta la tua strumentazione per i live?

Per i live cerco sempre di incontrare le esigenze dell’artista con cui lavoro. Come amplificazione alterno situazioni più pop/blues in cui uso un Fender Deville Landau (gran macchina con un rapporto q/p veramente alto) ad altre più rock oriented in cui uso una Skill 30 di Pierangelo Mezzabarba (ho avuto modo di testare i suoi ampli facendo dei video per un negozio di strumenti musicali e sono veramente prodotti pazzeschi), per le situazioni mini invece uso delle testate da 30 Watt in classe D (costruite da JD Stomps) con una cassa 1x12 oppure con una DI con emulatore di cassa sempre di JD Stomps. Per le emergenze o demo di impianti audio o semplicemente come spare uso Pod XT Live e in questi giorni una Helix.
Per quel che riguarda i pedali : sono endorser per BurnFX e di JDstomps, due marchi artigianali italiani che fanno prodotti veramente belli e funzionali , ma per situazioni più complesse con molti cambi di suono uso anche Strymon per i delay e i riverberi ed Eventide per le modulazioni. Ho ancora un vecchio sistema a rack che uso veramente poco , composto da un pre Mille Brunetti prima serie, un Gmajor e un finale Silver Bullet Brunetti con cassa 2x12 stereo. Plettri Essetipicks di cui sono endorser e idem per le corde D’Orazio Strings.
Sto cercando di utilizzare al massimo prodotti italiani anziché esteri.

Qual'è la tua visione del mestiere di musicista ''oggi e domani''?

E’ un periodo difficile, il musicista dev’essere attento a cose da cui normalmente non sarebbe attratto. Quando lavoravo alla scuola di Alfredo Golino ,12 anni fa, lui un giorno mi disse : “questo lavoro è finito”; a distanza di anni capisco che il riferimento era al tipo di lavoro per come l’aveva inteso nei trenta e passa anni di carriera precedenti e non al lavoro in senso stretto. Oggi un musicista dev’essere preparato in tante cose che non si possono più scindere, deve conoscere e saper usare attrezzature per home recording (gli studi costano e ci sono pochi soldi da investire) , programmi di scrittura musicale , videomaker ( Giacomo Castellano sta facendo lavori bellissimi pur rimanendo un grande chitarrista che stimo) , adeguarsi alle nuove piattaforme per gestire il suono (tanti usano Ableton e simili). Altro aspetto spinoso è l’essere manager e promotore di se stessi , cosa che fino a qualche anno fa era presa poco in considerazione. Molti si buttano a capofitto nel mondo del digitale creando profili per i modeling amps da vendere, girano video dimostrativi che a loro volta portano un indotto di utenti al proprio canale Youtube per poi monetizzare. Si stanno facendo tanti metodi per chitarra fatti veramente bene (l’Amico Paolo Anessi sta facendo veramente un ottimo lavoro) Spero che il futuro sia un ritorno al suonare live con altri musicisti con la voglia di fare musica per passione e non solo per pagarci le bollette (ci tocca purtroppo).

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Quali sono i cambiamenti ''positivi''che la tecnologia di internet ha portato nella musica secondo te?

Senza dubbio l’avvento di internet e il suo massiccio utilizzo hanno portato non pochi cambiamenti, ma questo in tutti i settori non solo nella musica. Anche se si tende sempre a guardare i lati negativi di questo crescendo di “informazioni” sul web , in realtà alcune cose possono tornare utili. Faccio l’esempio con la musica inedita : fino a qualche decennio fa era impensabile per un artista emergente far arrivare il proprio materiale a radio o etichette, ,ma anche ai comuni ascoltatori, senza essere sotto contratto con una casa discografica e quindi senza canali prestabiliti. Oggi, grazie anche a piattaforme online su cui si possono caricare e scaricare (legalmente mi raccomando!!) brani, è possibile far arrivare un brano o un video dall’altra parte del mondo molto più semplicemente vista la fitta rete di collegamenti.
Se tralasciamo gli aspetti puramente economici (si vive di questo e a volte è difficile scindere le cose) legati ai ricavi esigui dei download , le maggiori piattaforme digitali sono un mezzo estremamente potente per la divulgazione del proprio prodotto. Altro aspetto è l’alta reperibilità di test e informazioni che si possono trovare in rete in merito a nuove tecnologie e strumenti musicali che spesso non si trovano nei negozi sotto casa, o alle date di tour o allo scambio di info tra professionisti. Insomma ci sono parecchie cose che salvo di questa nuova concezione del web
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Quali sono i tuoi progetti di studio e live attuali? Ci parli del tuo ultimo disco?

In questo periodo sono piuttosto impegnato nei live con diverse situazioni: oltre alle serate in cui ripropongo i brani del mio ultimo disco strumentale “Step by step” uscito ad Aprile 2018 faccio parte delle band che accompagnano due artisti Bresciani , Elodea e Riccardo Maffoni, con gli inediti dei loro due nuovi dischi ( rispettivamente “Confluenze” e “Faccia” entrambi del 2018) , una formazione di inediti (al secondo disco in fase di registrazione, anche se molto a rilento per i vari impegni) T.O.M. Project , suono in una formazione Blues “ non canonico” con cui abbiamo registrato l’album “One Shot” tra il 2017 e il 2018, due situazioni unplugged con due diverse cantanti in cui rivisitiamo brani che vanno dal soul al blues al jazz (e anche al pop) , collaboro con la band “Capofortuna” tributo a Rino Gaetano da parecchi anni , sta partendo in questi giorni (si spera bene) una situazione in cui cercheremo di rivisitare classici di Etta James , ho una formazione di cover un po’ più classic rock oriented per ricordarmi che si suda quando si suona. Tra i prossimi lavori in studio ho in programma le registrazioni del disco di un’altra giovane cantante bresciana , alcune cose inerenti alla didattica che spero possano uscire l’anno prossimo, alcuni video promo di strumentazioni varie e i soliti lavori da casa per artisti emergenti. Il mio disco (“Step by step” 2018) è un progetto a cui ho lavorato duramente e in cui ho scritto tutto e, in fase di pre-produzione, suonato tutto (con i vari limiti del caso ovviamente) prima di chiamare amici profesionisti per le registrazioni. E’ un cd contenete 10 brani strumentali di vario genere che cercano di far ripercorrere un viaggio attraverso vari momenti della propria vita, all’interno della copia fisica (che vendo solo io, quindi se qualcuno fosse interessato mi può contattare sui social o alla mia mail : cuotte@gmail.com) c’è anche un libretto contenete scatti fotografici presi da vari viaggi o scorci particolari, il tutto per ricreare una sorta di legame tra il ricordo visivo e la sensazione puramente uditiva. Ho avuto il piacere di ospitare vari amici nelle tracce del disco : Beppe Facchetti (Omar Pedrini, Superdownhome) ,Enrico Catena (Festivalbar e trasmissioni RAI con Giorgia, Silvia Salemi, Jennifer Brown, Midge Ure), Giacomo Balzani, Matteo Mafessanti, Elisa Minari (Nomadi), Andrea Gipponi , Max Gabanizza (Mauro Pagani, Cristiano DeAndrè, Roberto Vecchioni etc), Marco Gennari (Patty Pravo) , Valerio Gaffurini, Michele Lombardi (Patty Pravo,Radio Italia Live), Matteo Frigeni (Folkstone), Alice Micol Moro, Bianca Bolzoni.

Che consigli daresti a un giovane musicista?

I consigli che cerco di dare sono quelli di ascoltare tanta musica di vario genere per aprire la mente e trovare differenze o punti di contatto, andare a sentire la musica dal vivo che oltre alla crescita serve anche come incontro con altre persone, ascoltare musica inedita, essere onesti con se stessi in modo da poter meglio incanalare le proprie energie, stare con i piedi per terra (che evita anche di fare figuracce a volte), cercare di costruirsi un proprio gusto musicale e stilistico rispettando il brano in cui si sta suonando e rispettare il lavoro altrui. Essere un bravo esecutore sul proprio strumento spesso non è la cosa più importante che serve per lavorare (certo bisogna conoscerlo e saperlo gestire), a volte il fare la cosa giusta nel posto giusto può essere molto apprezzato.

Sei iscritto su soundfeat. Cosa pensi di questa piattaforma musicale?

Si sono iscritto a Soundfeat (che ringrazio per questa chiacchierata) da un mese circa, mi pare di vedere che sia una realtà funzionale con degli obbiettivi interessanti. Il voler mettere in contatto musicisti di vario genere per creare eventuali collaborazioni mi pare una cosa intelligente. Anche la sezione dedicata ai Media fa si che ci sia una “vetrina” per vedere la tipologia di musicista, oltre che dare un’occhiata alle performance caricate. State facendo un buon lavoro e spero continuiate così, quindi in bocca al lupo.

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Angela De Gregorio