Luca Mozzillo è un giovane sassofonista con una grande determinazione, passione e una forte sensibilità artistica. Ha vinto diversi premi, studia per migliorare la sua tecnica, suona in orchestra, costruendo giorno dopo giorno la sua storia musicale.

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Come nasce la tua passione per la musica?

La mia passione per la musica nasce in famiglia, giacchè mio padre è un clarinettista come mio zio, e ho un cugino chitarrista e un'altra cugina flautista. Questo mi ha permesso sin da piccolo di intraprendere lo studio prima della chitarra e poi del clarinetto, ma ciò che mi ha spinto a intraprendere lo studio del sassofono è stata la locale Festa dei Gigli che seguo da quando ero bambino. Siccome in questa festa lo strumento principale è il sassofono, ho iniziato a studiarlo per cercare di "imitare" i locali sassofonisti per poter un giorno far parte anch'io di questa festa. Poi il confronto con tante altre persone mi ha fatto conoscere anche altri linguaggi musicali come la musica classica, le colonne sonore, il jazz e il pop.

Stai frequentando il Conservatorio Domenico Cimarosa di Avellino. Ci vuoi parlare del tuo indirizzo musicale, del tuo strumento e della tua formazione?

Si, frequento il Conservatorio Domenico Cimarosa di Avellino. Attualmente frequento il percorso "classico", perchè per padroneggiare uno strumento è importante in un primo momento imitare chi ha fatto la storia di questo strumento. Successivamente si potrà aggiungere qualcosa di personale nelle esecuzioni. Il mio tra l'altro è uno strumento con senza dubbio una limitata letteratura classica rispetto ad altri strumenti, ma non è da ignorare la significativa presenza in opere di alcuni autori classici. Deve senza dubbio la sua fama al jazz di cui alcuni esponenti come Coleman Hawkins, Lester Young, Charlie Parker, John Coltrane, Paul Desmond, Sonny Rollins ecc... sono da considerare come tra i più grandi sassofonisti della storia. Vi sono poi comparse nella musica pop che tuttavia tendono ultimamente a ridursi vista la sempre più crescente commercializzazione di questo genere che porta a produrre spesso bassa qualità musicale. La mia formazione, quindi, è attualmente prevalentemente classica, anche perchè questa formazione mi permetterà un domani di essere un docente, ma sono in continua esplorazione di altri linguaggi musicali per cercare di costruire la mia identità musicale. Infatti le mie esperienze concertistiche mi hanno portato ad eseguire brani di diverso genere musicale.

Hai partecipato a numerosi concorsi musicali, e hai ricevuto ottimi consensi. Ci racconti di questa esperienza?

Si, attraverso i concorsi musicali ho iniziato anche ad eseguire brani da solista. Sono esperienze molto importanti giacchè si impara a contare di più su stessi che dell'altro, e al contrario di quanto si possa pensare, è fondamentale anche in orchestra. Inoltre ogni anno è un occasione per valutare ciò che si è appreso nel corso dell'anno. Ovviamente si pretende sempre da sè un miglioramento notevole. Nonostante le mie numerose vittorie ci sono sempre stati consigli dati successivamente dalla commissione per capire dove devo improntare maggiormente il mio studio. Sono anche esperienze di vita importanti, perchè anche le sconfitte insegnano che, anche se si è dato il massimo, ci può sempre essere qualcuno più bravo di te o per maggior esperienza e per miglior qualità nello studio. Infatti si fanno spesso nuove conoscenze dove ci si confronta. Oppure mi è capitato di partecipare ad un concorso dove la scarsa organizzazione ha portato ad una mancanza di trasparenza che io, non sapendo come reagire, ho dovuto subire. E'stata un'esperienza. La prossima volta saprò come comportarmi.

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Conosco l'orchestra giovanile Sanitansamble dove hai suonato, ed è un orchestra molto particolare, perchè si ri fa al metodo di educazione musicale di Antonio Josè Abreu. Pensi che la musica possa essere un mezzo di riscatto sociale?

Certo, l'Orchestra giovanile Sanitansamble ne è un esempio. Ho conosciuto ragazzi aspiranti professionisti e altri invece che suonano solo per passione, ma il successo di questa orchestra sta nell'umiltà e professionalità dei docenti (guidati dal M°Paolo Acunzo), che guidano i ragazzi, prima di tutto con i valori del sacrificio, dell'amicizia, del rispetto, dell'educazione ecc... e poi con l'accrescere dell'autostima che porta chiunque a non sentirsi inutile. Non a caso questi sono prima di tutto insegnamenti di vita che la musica riesce ad insegnare. Infatti proprio per questo, al di là del fatto che si suoni per hobby o per professionismo, la musica è patrimonio di tutti, sta a noi saperla valorizzare. Non è un caso che in tante realtà difficili stiano nascendo proprio tante orchestre giovanili che mirano appunto a formare i cittadini del futuro. Questa era, infatti, la missione del maestro Josè Antonio Abreu. La criminalità e l'abbandono istituzionale, che a volte "viaggiano" paralleli, non possono essere sconfitti senza la partecipazione del popolo. Non è un caso che la scarsa fiducia del popolo nella musica o in tutte le forme di cultura da una parte può alimentare la criminalità e di pari passo l'abbandono istituzionale. Non vi è consapevolezza nel fatto che la cultura può davvero portare al cambiamento. Nell'epoca del web davanti ai problemi si preferisce alimentare polemiche inutili sui social network, quando bisognerebbe essere consapevoli che il web è uno strumento e la vita reale è un'altra. E la musica se eseguita in un determinato modo è molto più efficace. Sta anche a noi musicisti saperla eseguire in determinati modi. Senza dubbio registrare per prendere migliaia di like è controproducente. Fatta in determinati modi, invece, può portare partecipazione e personalmente dà anche più gratificazioni dell'esibizionismo.

Suoni in diverse formazioni. Ci parli dei tuoi progetti per il futuro?

In futuro oltre a continuare a suonare al Conservatorio e con l'Orchestra giovanile Sanitansamble, continuerò anche con l'orchestra di sassofoni "Saxsmania sax junior orchestra" diretta dal M°Antonio Graziano, che comprende sassofonisti di varie età ed esegue un repertorio che spazia dai tanghi di Astor Piazzolla a standard jazz e canzoni classiche napoletane. Tra i tanti progetti che vorrei realizzare vi è la composizione di brani inediti jazz che, in contrapposizione a ciò che spesso accade, non contraddicano il linguaggio jazz. Per farlo mi sto ispirando ai primi jazzisti e osservando le varie innovazioni nel tempo. Io, infatti, non sono contro le innovazioni, ma non mi piace che si definisca "jazz" qualcosa che sia un linguaggio diverso. Infatti i più importanti innovatori del jazz non hanno comunque contraddetto il linguaggio, ma l'hanno semplicemente evoluto ispirandosi sempre ai loro predecessori. Vale sempre il discorso di imitare in un primo momento chi ci ha preceduto per poi poter aggiungere qualcosa di personale. Infatti vorrei provare a imitare qualche stile che ha preceduto l'avvento dell'elettronica nel jazz, una volta imitato quello stile poi ci aggiungerò strumenti elettronici. Escluderò un'eccessiva improvvisazione che, fuori dal contesto, tende solo a mettere l'improvvisatore al centro dell'attenzione. Io ovviamente non ho la presunzione di paragonarmi a certi mostri sacri, ma mi piacerebbe realizzare questo progetto. D'altronde si suona per gli altri, e avvolte anche per sè stessi.

Quali canali Social utilizzi? E perchè?

Utilizzo principalmente Facebook e Instagram e un pò Twitter e Google +, prima di tutto per motivi professionali, giacchè sono alcuni tra gli strumenti più diffusi e utilizzati per comunicare.

Sei iscritto su Soundfeat. Cosa pensi di questa piattaforma musicale?

Penso che sia uno spazio importante per diffondere le proprie esibizioni. Ovviamente voi ci date lo spazio, poi sta a noi saperlo sfruttare adeguatamente.

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Angela De Gregorio